Bolle finanziarie – Il caso Giappone

 

Nella storia della finanza si sono verificate degli eventi che a posteriori sono state definite delle “bolle finanziarie”.

In pratica, talvolta i valori assunti dagli asset finanziari e non, possono raggiungere dei livelli esorbitanti che implicano dei rendimenti attesi futuri negativi o molto bassi.

Alcune criptovalute come ad esempio bitcoin potrebbero passare alla storia come bolle finanziarie oppure no, solo il tempo c’e lo potrà confermare.

Tuttavia ad oggi la storia della finanza presenta già degli esempi concreti su cui porre l’attenzione.

In particolare , consideriamo  quella che è stata una delle bolle finanziarie più famose nella storia recente della finanza , addirittura maggiore rispetto alla bolla della new economy che caratterizzò gli inizi del 2000 ovvero il Giappone…………………………….

Come si vede dal grafico precedente, l’indice azionario giapponese ebbe una crescita molto forte a partire dal 1986 e per i successivi 5 anni , fino allo “scoppio” avvenuto nel 1991.

Durante quel periodo, oltre alla borsa  anche il mercato immobiliare giapponese sali’ in maniera eccessiva ; nella storia ci sono state anche altre bolle famose, la più antica che vale la pena di ricordare è quella dei tulipani olandesi del 1637.

Il Giappone ci ha lasciato vari insegnamenti , di cui far tesoro per investire con serenità i propri risparmi ed evitare di trovarsi in una situazione per cui buona parte dei risparmi possa essere messa in pericolo in un determinato momento; vi invito a leggere l’articolo a riguardo emesso da Ben Carlson le cui conclusioni (in italiano) sono le seguenti:

a)Non sottovalutare mai come gli esseri umani possono portare il livello dei mercati azionari verso degli “estremi”.  Questo si applica in entrambe direzioni, ovvero mercati in euforia oppure in pànico. Metaforicamente i mercati oscillano come un pendolo , ma talvolta il pendolo può spingersi a dei livelli non pensabili a priori.

b) Le valutazioni dei mercati sono importanti. Col senno del poi diventa tutto più fàcile da capire, tuttavia una valutazione attenta dei prezzi degli asset finanziari cosi come del mercato immobiliario in quei anni , avrebbe messo in guardia gli investitori e probabilmente scoraggiato l’investimento su asset “gonfiati” che avrebbero avuto quantomeno dei rendimenti attesi a lungo termine molto bassi (sulla base dei rendimenti medi storici). Ricordiamoci sempre che :“price is what you pay , value is what you get”

c) Le “certezze” rare volte portano a delle buone scelte.  Molte persone in quel epoca erano “certi” che il Giappone avrebbe superato gli USA come l’economia più grande del mondo , pochi invece pensavano il contrario…….

d) Evitare il cosiddetto “home  bias”. Per coloro che vivono in Giappone ed avessero avuto tutti i loro investimenti sono in Giappone, essi avrebbero vissuto dei decenni con rendimenti dei loro investimenti molto deludenti ma anche con una crescita economica molto bassa ( quindi occhio ad avere tutti gli investimenti solo su asset italiani come BOT , azioni , immobili , etc).

e) Evitare di investire tutti i propri risparmi su una singola asset class. Le obbligazioni dello stato Giapponese hanno avuto un rendimento superiore al  6.1% per anno dal nel periodo  1990-2015, superando nettamente i rendimento avuti dal mercato azionario nello stesso periodo.

f) Diversificare come sempre è la chiave per evitare di “saltare per aria”. Lo scopo della diversificazione è quello di evitare di avere tutto il portfolio in una situazione come quella verificatasi in Giappone. Un indice classico “World” contenente tutte le azioni mondiali avrebbe avuto dei rendimenti soddisfacenti sin dal 1990 pur avendo avuto al suo interno le azioni giapponesi con la loro pessima performance in tutto quel periodo.

 

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