Cash is not king

Lo scopo di questo post è di evidenziare ancora una volta   che seppur nel mondo degli investimenti non vi è certezza assoluta sui rendimenti futuri, determinate scelte sono spesso perdenti, ed in particolare quella di non investire  ovvero di avere una “asset allocation” basata solo su liquidità.

La liquidità può comunque trovare spazio in un asset allocation ma dovrebbe avere una componente molto ridotta. Una buona pianificazione finanziaria prevede l’accantonamento di una somma equivalente a 6-12 mesi di spese mensili in modo da essere riparati da eventi inaspettati a cui far fronte, il resto dovrebbe essere impiegato su altri asset.

Lo stesso Warren Buffett , qualche anno fà ha suggerito ai suoi eredi (nonchè alla maggioranza degli investitori) di non allocare più del 10% del loro patrimonio in liquidità.

Con la collaborazione dell’ottimo sito www.portfoliovisualizer.com che ringraziamo , abbiamo analizzato le performance di 3 investitori americani da Gennaio 1998 a Marzo 2018, considerando un unico investimento iniziale di 10.000 dollari ad inizio di questo periodo e senza aggiunta di ulteriore risparmio.

Il primo investitore (portfolio 1, linea blu) ha un asset allocation di sola liquidità, il secondo portfolio (linea rossa) è fatto di obbligazioni del tesoro americano di durata 10 anni , il terzo portfolio ( in arancione) si compone di azioni americane (indice) per il 100%.

Ecco i risultati :

La scelta di un portfolio puramente azionario e molto diversificato, è risultato il vincitore con un rendimento composto annuo di 7.29% ; il portfolio di sole obbligazioni americane ha portato a casa il 4.94% , mentre infine la liquidità ha reso l’ 1.9% annuo composto.

In valore assoluto, il portfolio azionario pur avendo sopportato periodi con perdite parziali anche del 50% , ha consentito di moltiplicare il capitale iniziale di un fattore 4, la liquidità invece si è moltiplicata di un fattore di 1,46.

All’apparenza può sembrare comunque che la scelta di rimanere 100% “liquidi” abbia portato comunque un vantaggio finanziario , ma non è cosi!!

Se si analizzano i rendimenti reali ( ovvero rendimenti “nominali” di cui sopra depurati dall’inflazione) , abbiamo i seguenti risultati :

  1. Portolio azionario : 5%
  2. Portfolio obbligazionario : 2.7%
  3. Portfolio “cash” : – 0,28%

Quindi , non solo la scelta di mantenere i propri risparmi “liquidi” è quella che ha avuto peggior rendimento delle 3 possibilità considerate sopra  , ma inoltre tale scelta non è riuscita nemmeno a tenere il passo dell’inflazione diminuendo il  potere d’acquisto della somma iniziale , anno dopo anno!

In questo caso l’interesse composto ha agito all’opposto , distruggendo ricchezza.

La peggior scelta finanziaria da fare è dunque non investire !

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *