Una costante dei mercati azionari

Ci sono alcune aspetti ricorrenti sul mondo della finanza tratte dallo studio della storia dei mercati finanziari.

Ne avevamo parlato già qui. Oltre a ciò che abbiamo già visto, possiamo asserire che esiste  un altra ” costante dei mercati azionari”: la certezza che il mercato si trovi quasi sempre in drawdown ( o perdita parziale).

Pur essendo la tendenza dei mercati azionari diversificati a crescere nel lungo termine (vedi grafico sotto) ,  la maggior parte del  tempo gli indici si trovano tuttavia ad avere delle perdite parziali, ovvero ad avere un valore inferiore rispetto a un massimo (relativo o assoluto) precedentemente raggiunto:

In pratica il rischio di entrare sui mercati azionari e di ritrovarsi subito in perdita è alto e non può essere rimosso.

D’altra parte, è proprio questo il motivo per cui gli investitori si aspettano (e tipicamente ottengono nel lungo termine) un maggiore ritorno rispetto all’investimento in obbligazioni o in liquidità.

Anche il mitico Buffett ha evidenziato più volte questo rischio : ” Se non si è disposto a subire delle perdite parziali anche di un 50%, meglio stare lontano dalle azioni”.

Questo 2018 non ha fatto eccezioni;  lo S&P 500, ha subito sinora  due correzioni di circa il 10% nel corso dell’anno.

Tuttavia, pur essendo presente questa condizione di drawdown negli indici azionari ampiamente diversificati , la maggior parte degli anni si ottiene spesso un rendimento positivo(questo 2018 potrebbe però essere l’eccezione che conferma la regola!).

Negli ultimi 10 anni ad esempio, considerando  l’indice S&P 500, possiamo vedere che per 5 volte il drawdown nel corso di un determinato anno è stato superiore al 10%, ma il rendimento alla fine dell’anno è stato positivo:

Fonte : Ben Carlson

Il drawdown va visto dunque come una caratteristica e non come un difetto dei mercati azionari (ma evidentemente non è per tutti).

Per limitare gli effetti del drawdown e del successivo recupero, ci vengono però in aiuto come sempre la diversificazione ovvero l’impiego delle altre asset class.

Comunque coloro in grado di sopportare queste oscillazioni e di rimanere sempre investiti, alla lunga possono ottenere risultati superiori alla media degli investitori, come finora ci ha detto la storia.

Di sicuro senza questo rischio siamo destinati a impiegare più tempo nel raggiungere il nostro obiettivo finanziario; l’alternativa a non considerare le azioni è quella di aumentare la quota di risparmio se si privilegiano altri strumenti meno rischiosi come liquidità e obbligazioni.

 

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