Perchè è difficile battere gli indici

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Nell’ultimo post pubblicato abbiamo parlato della Legge di Pareto, che dobbiamo considerare un prezioso e valido strumento per indirizzare le nostre scelte finanziarie ed investire i nostri risparmi.

In particolare, in questo post abbiamo citato un esempio che analizzava  l’andamento di 14.455 azioni dell’Indice americano S&P 500 nel periodo compreso fra il 1989 ed il 2015, identificando quelle migliori in termini di ritorno annuo e di ritorno complessivo su tutto il periodo.

Ebbene, analizzando le performance di queste azioni, il grafico seguente mostra come solo una piccola parte di aziende/azioni riesca a garantire un ritorno superiore alla media (Indice), mentre la maggior parte di esse faccia molto peggio.

Abbiamo solo “pochi vincitori”, con ritorni anche molto superiori rispetto all’Indice,  che determinano il rendimento totale di tutto il gruppo di azioni.

Coloro che riescono a identificare in anticipo tali “vincitori” possono battere gli Indici di riferimento ed ottenere rendimenti elevati dai propri capitali investiti, ma la cosa non è affatto semplice!

Invece, diversificando il nostro investimento e comprando l’intero Indice, riusciamo ad acquistare anche i “campioni” che determinano il rendimento positivo complessivo dell’Indice di appartenenza, senza dover ricorrere ad alcun “metodo di divinazione”!

Leggi anche: Il portafoglio globale e L’importanza della diversificazione.

Non stiamo dicendo che sia impossibile battere gli Indici, qualcuno ci riesce e lo farà anche in futuro, ma la probabilità che questo accada, soprattutto nel lungo termine, è molto bassa.

Per essere vincenti comunque e raggiungere i propri obiettivi finanziari, non abbiamo bisogno di fare meglio di un indice.

Date ascolto al nostro “amico” Pareto e non ve ne pentirete!

2 risposte a “Perchè è difficile battere gli indici”

  1. Ma una opinione su selezionare ETF specifici tipo quelli su oro, settore acqua, AI rispetto agli ETF di settori più ampi tipo MSCI o eurostox600 oppure ACWI?

    ciao
    Max

    1. A mio parere i settoriali costituiscono sempre delle scommesse; se vanno bene possono battere l’indice ma è più probabile che a lungo termine non “sovraperformino” l’indice più ampio.
      Investire in un indice MSCI/ACWI ti consente sempre di catturare comunque il settore “di moda”. Ciò detto, una piccola parte del portafoglio può essere comunque indirizzata verso qualche settore, paese, commodity etc, basta essere consapevole dei rischi a cui si va in contro.

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