Volatilità nei mercati

 

 

Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un periodo di “turbolenza finanziaria”; chi  prende spesso l’aereo  è consapevole che possono capitare in volo delle turbolenze, ma non per questo si evita di volare e di voler raggiungere una destinazione, sia essa per lavoro che per svago.

Ecco, penso che affrontare  i mercati finanziari azionari è come intraprendere un viaggio: lo si fa avendo in mente una meta da raggiungere, sapendo da dove si parte e cercando di capire il tempo che occorre per raggiungere la destinazione.

Se si vuole raggiungere nel minor tempo possibile la destinazione, si prende tipicamente l’aereo; sappiamo che tale viaggio può comportare (ma non necessariamente) delle turbolenze e si “corre” comunque questo rischio per arrivare alla meta il prima possibile.

I mercati finanziari e in particolare le azioni sono, se vogliamo, l’equivalente dell’aereo: se desideriamo raggiungere degli obiettivi finanziari nel più breve tempo possibile, “prendiamo l’aereo” ovvero investiamo in azioni; il prezzo da pagare è quello di essere sottoposto periodicamente a delle turbolenze (correzioni di mercato), che sono dunque fisiologiche e fanno parte del percorso da fare.

Le correzioni sono normali eventi dei mercati azionari ed obbligazionari, bisogna essere preparati e saperle affrontare.  

Se consideriamo ad esempio un indice diversificato, come  l’indice MSCI World, notiamo come sia normale in un arco temporale lungo avere delle “correzioni” del 5% o maggiori almeno 1/2 volte l’anno, nonchè ribassi di almeno il 10% ogni 2 anni. In casi estremi si arriva anche a cali del 50% o più dai massimi, come successo ad esempio nel 2008.

Tuttavia, i mercati nel loro complesso (indici ben diversificati) sono per natura resilienti e tipicamente tendono a recuperare i livelli pregressi raggiunti.

Quindi, noi investitori di lungo termine dobbiamo evitare assolutamente di vendere proprio in questi fasi dei mercati , cercando al contrario di accumulare più quote possibili ,che ci porteranno a rendimenti attesi più alti nel corso degli anni/decenni successivi.

Altri consigli da tenere a mente durante queste fasi sono:

a. focalizzarsi sul lungo termine;

b. ignorare “il rumore”;

c. evitare di controllare il portfolio;

d. rimuovere dall’equazione la componente emotiva (ad esempio rendendo automatici gli apporti di capitale al nostro portfolio).

Tutti questi aspetti fanno parte della finanza comportamentale, altro tassello decisivo per il raggiungimento della nostra serenità finanziaria.

 

 

2 risposte a “Volatilità nei mercati”

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