Asset allocation e tolleranza alle perdite

Una domanda che spesso mi viene posta é:

qual è il peso da assegnare ad azioni e obbligazioni all’interno di un portafoglio d’investimento?

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La risposta dipende ovviamente da tanti fattori, come ad esempio:

  • età dell’investitore;
  • tolleranza al rischio;
  • obiettivo dell’investimento;
  • etc.

In ogni caso, un fattore determinante per capire quale debba essere la nostra personale asset allocation è la potenziale perdita che potremmo sopportare in un dato momento del nostro investimento.

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La seguente tabella ci fornisce una semplice e grossolana guida; essa, sulla base dei dati storici, dà un’indicazione approssimativa di quali potrebbero essere le perdite che un portafoglio potrebbe subire a seconda del peso della sua componente azionaria.

Come c’era da attendersi,

ad una minore tolleranza al rischio corrisponde una percentuale inferiore di azioni nel portafoglio.

Ad esempio, se non vogliamo che il nostro portafoglio subisca perdite superiori al 10% allora esso non dovrebbe avere una componente azionaria maggiore del 30%.

Ricordate però anche che:

ad una maggiore tolleranza al rischio, possono corrispondere performance maggiori del nostro portafoglio.

Buon investimento a tutti!

4 risposte a “Asset allocation e tolleranza alle perdite”

  1. Buonasera, complimenti per l’ottima analisi: mi viene spontanea una domanda, magari ci vorrebbe la sfera di cristallo per averne certezza, ma in linea di massima si potrebbe azzardare a livello di probabilitò, o almeno spero: con un portafoglio 20% azionario, tra world, emergenti, reits e una piccola spolveratina d’oro e il resto sparso tra cd e gestioni separate, con rendimento medio 1,5..che tipo di rendimento futuro è possibile attendersi? è un portafoglio troppo poco remunerativo per eventualmente proteggersi dall’inflazione? spero di non aver esagerato con le richieste impossibili 😉

    1. Ciao Nico e grazie per i complimenti (sempre ben accetti!); il rendimento atteso è direttamente proporzionale alla quota di azionario in portafoglio.

      Con un 20% di azionario , se si guarda ad esempio l’America nel periodo dal 1928 al 2014 , potremo ricevere un rendimento inferiore di 3% annuo composto rispetto ad un portafoglio con componente azionaria elevata ( 80% ad esempio). Vero anche che il portafoglio all seasons di Ray Dalio ( https://www.investiresereni.com/2018/10/14/il-portfolio-per-tutte-le-stagioni/) ha generato storicamente un rendimento molto competitivo e con bassa volatilità (pur essendo composto soltanto dal 30% di azioni) rispetto ad allocazioni con elevata quota di azionario.

      Vorrei rispondere precisamente alla tua domanda ma non ho come dici te la sfera di cristallo: comunque personalmente mi aspetto che un portafoglio puramente azionario possa avere un rendimento atteso fra il 4 ed il 6% annuo composto nel prossimo ventennio ( stima fatta sulla base del equazione di gordon).

      Il consiglio è quello di individuare un allocazione in cui ci si senta comodi e prendere quello che ci darà il mercato. Vince sempre mantenere la coerenza del proprio piano ed allocazione , l’extra rendimento “certo” lo potrai senz’altro avere vigilando sui costi ed incrementando la quota di risparmio .

      Grazie mille per la tua ottima domanda!

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