Intervista a tre blogger di finanza personale – Seconda Parte

Foto di Tumisu da Pixabay

Seconda ed ultima parte dell’intervista in collaborazione con gli amici  blogger “Investitore Con Buon Senso” ed “Il Consulente Intelligente“.Buona lettura.

1. Quali sono le tue aspettative di rendimento per i prossimi 10-15 anni? Cosa tisenti di consigliare agli investitori in questo preciso momento storico?

ICBS

Come sempre questo campo è ricco di opinioni diverse. Ognuno elenca numeri che potrebbero casualmente essere giusti o anche no. Premesso quindi che l’esercizio non deve avere una precisione certosina, quello che possiamo ragionevolmente prevedere oggi  è l’aspettativa di rendimento futuro di un investimento obbligazionario. Praticamente zero in termini nominali, meno di zero in termini reali salvo deflazione nei prossimi anni.

Sui mercati azionari l’esercizio è naturalmente più complesso. Credo che sia giusto tararsi sul premio per il rischio storico sul rendimento di una obbligazione priva di rischio. Un range tra 4% e 6% può rappresentare un’aspettativa ragionevole anche se probabilmente con tanta volatilità nel mezzo.

Cosa consiglierei? Intanto di non preoccuparsi delle aspettative di rendimento future perché quasi mai ci azzeccano. Cominciate a tagliare spese inutili e risparmiare. Già di per sé questo sarà un investimento eccezionale che un minuto prima non esisteva. Poi cercate di sfruttare al massimo quegli investimenti che offrono anche benefici fiscali. I pasti gratis sono pochi, ma quei pochi meglio sfruttarli.

Infine investite seguendo un piano ben preciso con strumenti a basso costo come ETF. Non investite troppo poco per timore di mercati prossimi al crollo, ma nemmeno più di quello che avevate preventivato. La vostra famiglia non deve essere privata del benessere presente, questo è sempre giusto ricordarlo. La vostra famiglia deve vivere nel giusto benessere presente per garantirvi un giusto benessere futuro.

CI

Naturalmente sarà il mercato a dircelo, ma quello che sappiamo oggi è che molto probabilmente i rendimenti futuri saranno inferiori rispetto a quelli passati. L’ azionario viene da una fase di rally che dura dal 2009, l’obbligazionario poi ha vissuto un’era gloriosa, e ha goduto del trend di ribasso dei tassi d’interesse, che ora molto probabilmente è giunto al termine (possiamo ipotizzare questo scenario di tassi negativi come rappresentativo della fine della corsa di questo treno). Quindi, viste le premesse, quello che mi sento di consigliare agli investitori è di ridurre al massimo le dispersioni di valore, che siano causate da posizionamenti in fondi inefficienti e sotto-performanti, o generate da strumenti particolarmente onerosi. Abbassiamo costi e sprechi, e abbiamo già aumentato i nostri rendimenti attesi. Oggi, portafogli inefficienti non sono più sostenibili. Un altro consiglio che mi sento di dare è quello di sfruttare le opportunità che si presenteranno davanti. Approfittare della volatilità per comprare sui ribassi è un ottimo metodo per migliorare la resa del portafoglio. Certo, occorre sangue freddo, ma il vostro investimento vi ringrazierà. Un altro concetto importantissimo è quello di seguire una strategia ben precisa, solida, ed efficiente; improvvisare sui mercati finanziari, oggi, può essere molto pericoloso.

IS

Sicuramente non ho le aspettative di rendimento storiche, che hanno contraddistinto sinora i mercati azionari, specialmente quelli americani, nel lungo termine (9% annuo composto). Ciò che mi attendo è un rendimento del 4-5% annuo reale, considerando un investimento in un portafoglio “All World” azionario, che comunque dovrebbe essere superiore ad un investimento fatto in obbligazioni o diversificato, considerando altre asset class.

2. Cash is the king in questo momento di mercato?

ICBS

Cash is the king sempre se lo consideriamo per quello che è.

Denaro contante e liquido in grado di fronteggiare imprevisti di vita che potrebbero colpire ognuno di noi. Denaro non investito o investito a brevissimo termine è oro colato in certi momenti della vita in cui la sfortuna ci perseguita.

Se la nostra automobile finanziaria deve viaggiare su quattro gomme performanti, nel baule dobbiamo avere sempre pronta una ruota di scorta utilizzabile al bisogno. E questa ruota si chiama cash.

Chiamare, come fanno alcuni, investimento la liquidità è un’eresia.

CI

Cash is..cash. Ovvero asset a rendimento 0%, che comporta una perdita in termini reali (netto inflazione). Detto ciò, in questa fase di mercato, dove vediamo addirittura bond a rendimento negativo, è anche vero che 0% è maggiore di negativo. Quindi, in quest’ottica, la liquidità assume un suo valore, in questo momento storico, e per questo è giusto considerarla all’interno di un’allocazione di portafoglio.

Il Cash diciamo che può essere King, o può essere Trash (spazzatura), come detto da Ray Dalio, a seconda dell’obiettivo d’investimento del risparmiatore. Se abbiamo in progetto di comprare casa fra due anni, Cash is King, con tanto di corona e scettro dorato. Difficile trovare obbligazioni a due anni con rendimenti adeguati, oggi. Se invece investiamo con l’obiettivo di costruirci un capitale futuro a copertura del gap previdenziale, quindi in ottica di lungo termine, Cash is Trash all’ennesima potenza. Vi fa perdere soldi punto e basta.

Ragionare invece secondo una logica di market timing, ovvero resto liquido aspettando il momento giusto per entrare sul mercato, è un giochino molto pericoloso; lo mettono in pratica in molti, naturalmente (penso sia il bias comportamentale più noto), il problema è che tutti gli studi e papers che abbiamo a disposizione ci hanno già ampiamente dimostrato quanto sia inutile, e addirittura dannoso, per la resa del portafoglio, applicare view di mercato al piano d’investimento (per il semplice fatto che non possiamo prevedere in alcun modo l’andamento futuro dei mercati). Come dice Dalio, all’interno di Principles (che consiglio) “Chi dà retta alla sfera di cristallo, si condanna a mangiare vetri rotti”.

IS

In generale: “cash is trash”! In un periodo come quello attuale, in cui le Banche Centrali continuano ad “inondare” il mondo di liquidità, penso sia fondamentale sempre avere la liquidità investita (azioni, REIT , obbligazioni , immobili, ecc.). Consiglio di conservare una quota di liquidità solo per le emergenze.

3. Esistono asset class alternative ad azionario ed obbligazionario che hanno senso all’interno di un portafoglio di investimento? Anche Bitcoin può essere considerata un’alternativa?

ICBS

Esistono diverse alternative alle classiche azioni ed obbligazioni. Dal Real Estate (di mattoni e non), all’oro, passando per peer to peer lending fino alle criptovalute.

Se per certi strumenti come immobili, REIT e commodities abbiamo una storicità che ci permette di capire cosa aspettarci soprattutto in termini di rischio, per altri sono ancora troppo poche le evidenze che abbiamo a disposizione per avere un quadro completo di rischi ed opportunità. Per questo tutto ciò che ruota attorno al Fintech e alle stesse criptovalute può essere prese in considerazione ma solo dopo aver riempito il nostro “paniere” di investimento con asset tradizionali. Se rimane qualcosa può aver senso cercare maggiore redditività (ma anche rischio) in strumenti a cui per il momento manca una delle caratteristiche che ritengo peculiari per ogni tipologia di investimento, quella di essere molto liquidi e trasparenti.

CI

Certamente. I più noti portafogli modello americani, ad esempio, utilizzano, insieme ad azionario e obbligazionario, anche oro, materie prime (commodities), e REITS. Anzi, oggi ragionare a 360 gradi in termini di asset  class acquista ancora più importanza; il classico portafoglio 60% azionario 40% obbligazionario infatti ha davanti a sé tempi meno facili rispetto al passato (Bank of America ha decretato recentemente la fine del portafoglio 60/40, staremo a vedere, certo è che il futuro richiede una maggior diversificazione).

I Bitcoin sono uno strumento con un’ottima tecnologia alla base (la Blockchain), e presentano caratteristiche interessanti in qualità di asset d’investimento; la volatilità è molto elevata (le perdite registrate nel corso del 2018 sono state importanti), ma è interessante osservare come in certi frangenti la criptovaluta si comporti come bene rifugio. Vista in questo senso, può rappresentare una buona fonte di diversificazione all’interno di un portafoglio (come evidenziato anche da Morningstar). Forse è ancora presto per esprimere un giudizio definitivo a riguardo, certamente sarà interessante continuare a tenerne d’occhio l’andamento.

IS

Non sono un amante di oro e commodities in generale, ma penso che una piccola parte di essi in portafoglio possa avere senso, al fine della decorrelazione del portafoglio. Non a caso uno dei portafogli più famosi, il famigerato “All weather” di Ray Dalio ne contempla una percentuale. Sono più per i REIT, che offrono una cedola periodica, che puoi reinvestire. In generale, azioni ed obbligazioni sono più che sufficienti per attuare una strategia efficace di diversificazione all’interno di un portafoglio.

4. Esperienza, tecnica, psicologia, quanto contano questi fattori all’interno di un investimento (dai una percentuale)?

ICBS

Esperienza 20%

Tecnica 40%

Psicologia 40%

Ognuna di queste tre voci deve essere sempre presente in abbondanti dosi nel background di ogni investitore.

Da giovani possiamo essere dei tecnici fantastici ed aver studiato finanza comportamentale ma la mancanza di esperienza inevitabilmente ci farà cadere in quegli errori che fatalmente più o meno tutti abbiamo commesso nella nostra carriera di investitori.

Più avanza il tempo più la psicologia conta, ma se non conosciamo come funzionano i mercati finanziari, come sono costruiti certi prodotti, quali sono quelle “malizie” di mercato che ci permettono di risparmiare costi o catturare extra rendimenti, il mosaico rimarrà sempre incompleto. Per questo tecnica e psicologia li metto allo stesso livello.

CI

Psicologia 60%

Tecnica 35%

Esperienza 5%

La psicologia, e quindi la parte comportamentale, conta tantissimo. Basta citare il caso del famoso Magellan Fund, guidato da Peter Lynch; parliamo di un fondo che ha saputo generare, dal 1977 al 1990, un rendimento medio annuo del 29%, tanta roba. Ebbene, come evidenziato dallo stesso Lynch, il 50% delle persone che hanno investito nel fondo, a causa delle scelte comportamentali effettuate, di acquisto e vendita, sono riuscite addirittura a perdere soldi. Noi possiamo anche avere una Ferrari, quindi un portafoglio ottimale, ben costruito a livello tecnico, ma se lo guidiamo come una Fiat 500, non potremo mai sfruttarne appieno i vantaggi.

L’esperienza sui mercati conta relativamente, a mio avviso. Anzi, è proprio l’ investitore più navigato che tende a cadere nella trappola dell’over-confidence molto più facilmente rispetto ad un novizio, che invece approccia il mercato in modo più attento. Per investire in modo profittevole più che l’esperienza occorre un giusto metodo ed una buona dose di pazienza.

IS

Psicologia 70%, tecnica 15% ed esperienza 15%. La psicologia è fondamentale; un piano decennale d’investimento, per quanto ben costruito, può essere vanificato all’improvviso se non si ha la capacità di gestire le proprie emozioni e di sapere come comportarsi al verificarsi di certi eventi. La tecnica può essere acquisita con lo studio. Infine, l’esperienza, anche quella indiretta, acquisita da altri investitori, ti fa capire che le tempeste passano sempre e prima o poi torna il sereno.

5. Fai una proposta per migliorare l’educazione finanziaria degli italiani

ICBS

Leggete il libro che uno degli autori di Investire con Buon Senso pubblicherà (o almeno lo spera) nel 2020.

Scherzi a parte. Il libro forse ci sarà, ma tutto parte dalla scuola, dai giovani. Il denaro ha la grande capacità di attrarre le persone ed il loro interesse rapidamente ed in modo efficacie. Credo non sarebbe neanche così difficile catturare l’attenzione. Qualsiasi lezioni di trading farebbe venire l’acquolina in bocca ad uno studente delle scuole superiori. Perché non cercare di ottenere lo stesso effetto con lezioni di finanza personale?

Aprire le scuole a progetti di educazione finanziaria provenienti da soggetti privi di conflitti di interesse è una proposta tanto banale quanto efficacie.  Speriamo questo processo avanzi anche se credo che mai come in questo caso l’autoformazione risulterà ancora per tanti anni l’arma migliore.

CI

Fondamentale partire dalle scuole, ed insegnare educazione finanziaria già ai giovani. Avremmo adulti finanziariamente consapevoli e liberi, i casi di risparmio tradito si dimezzerebbero, e i risparmiatori sarebbero più ricchi, perché più efficienti nella gestione del loro patrimonio. Sarebbe fantastico.

IS

Educazione finanziaria obbligatoria in tutte le scuole per i bambini ed i ragazzi e seminari educativi per gli adulti da istituire nei Comuni. Il nostro benessere futuro dipenderà anche da questo.

Una risposta a “Intervista a tre blogger di finanza personale – Seconda Parte”

  1. Ottimo, congratulazioni a tutti e tre! Questo mettere a confronto tre “visioni” sulla finanza è veramente interessante, tre visioni personalizzate ma con alcune idee di base in comune.
    Molto valida l’idea di promuovere l’educazione finanziaria che effettivamente almeno qui in Italia è piuttosto carente e poco diffusa, per pigrizia e per scarsità di riferimenti indipendenti.
    Bravi!

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