Questa volta non è diverso

Foto di Tumisu da Pixabay

Potrebbe sembrare di vivere dei tempi del tutto insoliti sui mercati azionari, ma ripercorrendo la storia ci rendiamo conto che non è proprio cosi.

Durante gli anni 1914-1920 il mondo visse un periodo molto difficile con il susseguirsi di vari eventi estremi, peggiori di quelli attuali:

  • Prima Guerra Mondiale ( 1914-1918);
  • Chiusura delle Borsa Americana per 4 mesi;
  • Pandemia 1918-1919 ( influenza spagnola);
  • Recessione post guerra mondiale (1918-1919);
  • Depressione economica (1920-1921).

La borsa risentì di questi eventi, ma negli anni successivi regalò grandi soddisfazioni agli investitori, mettendo a segno una crescita del 500%!

Autore Ben Carlson.

La crisi del Coronavirus, prima o poi sarà superata ed i mercati riprenderanno il loro cammino naturale.

Questa volta non è diverso!

6 risposte a “Questa volta non è diverso”

  1. Sono d’accordo! Aggiungerei inoltre che rispetto a 100 anni fa abbiamo anche strumenti diversi per uscire dalle crisi sanitarie ed economiche. Bisogna solo aver pazienza e adottare i giusti comportamenti.

      1. Adesso la butto sul ridere, però le possibilità sono due:
        1 l’epidemia sarà devastante, muoriamo tutti o quasi, e chi se ne frega dei soldi;
        2 piano piano se ne esce, l’economia riparte e le borse salgono

  2. Sicuramente, se questo non è l’ Armaggedon e prima o poi, le borse risaliranno e poi riscenderanno e così via.
    Il problema però oggi non credo sia questo, almeno per chi NON si trovi nella condizione di aver bisogno di disinvestire/vendere asset finanziari di qualsiasi genere per “campare” o far sopravvivere l’azienda, ma piuttosto la profondità di questa crisi da coronavirus che inizia nell’economia e si abbatte sulla finanza, che è invece senza precedenti , soprattutto se continua per troppo tempo questa follia del lockdown mondiale.
    Durante (o dopo) le due guerre mondiali o durante la “spagnola” NON c’è stato il lockdown mondiale, anzi tutta l’industria legata alla guerra vera e propria funzionava “alla grande”.
    Oggi non è così (a parte l’industria delle mascherine e dei respiratori che non credo possa sfamare l’umanità).
    E’ invece come se avessero ficcato un palo di ferro nella ruota mondiale di raggi di legno che girava +/-“tranquillamente” da 10 anni.
    Spero che questa immagine renda l’idea sulle pie speranze di un rialzo strabiliante delle borse in un tempo visibile ed utile alla maggior parte delle persone/risparmiatori (per capirci non l ‘1% che si accaparrerà un ulteriore grande fetta della ricchezza mondiale a scapito del 99%).

    1. Rispetto e ammiro il tuo pensiero Attila, aggiungo però altre mie considerazioni:

      a) Le borse iniziano a scontare addirittura scenari di bassi utili attesi anche per gli anni a venire. I prezzi sono sempre dati dai cash flow futuri attualizzati ad oggi, e chiaro però che ciò non esclude ulteriori cali del 30-40% dai livelli attuali; gli storici della finanza tuttavia dicono che se abbiamo recuperato dopo la crisi del 29 lo faremo anche ora (fonte W.Bernstein). Ho personalmente fiducia in questo scenario anche se bisogna arrivarci e potrebbe essere lunga la strada.

      b) Se uno vende, qualcun altro compra e questo qualcun altro è l’1% di cui parli. Durante Marzo c’è stato anche l’acquisto di parecchi “insider” e proprietari/dirigenti di grosse aziende, un motivo ci sarà. Una nota citazione storica dice che “è proprio nei momenti di crisi che le azioni tornano nelle mani dei loro veri proprietari”.

      c) L’economia sarà molto colpita senza dubbio ma prima o poi recupererà cosi come gli indici azionari ( bada bene dico indici non singole aziende); è in atto un “whatever it takes” da parte di tutti i governi, non me la sento di scommettere sul fatto che non c’è la faremo. Il nemico è lo stesso, verrà sconfitto. Questa volta non sarà diverso!

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