Gestire il rischio

La volatilità dei mercati finanziari non può essere eliminata, possiamo tuttavia prepararci ad affrontarla e, anzi, a trarne vantaggio, come ad esempio applicando la tecnica del Dollar Cost Averaging.

Il rischio per ogni scelta d’investimento c’è sempre; la stessa scelta di avere il 100% dei propri risparmi parcheggiati su un conto corrente o “sotto il materasso”, ci espone al rischio di vedere eroso il potere d’acquisto nel corso degli anni.

Quindi l’apparente scelta più sicura, ovvero non investire i propri risparmi sui mercati obbligazionari ed azionari, immobili , etc non ci garantisce in realtà una sicurezza assoluta dal punto di vista finanziario.

Tutto è a rischio!

Oltre al rischio inflazione, l’avere solo contanti, detenuti ad esempio su una singola banca, può comportare la possibilità di non poter avere disponibile una determinata somma di danaro nel caso in cui quella banca in futuro attraversi dei periodi di crisi.

Uno dei principi storici in finanza è quello che vede rischio e rendimento strettamente collegati , come le 2 facce di una stessa medaglia: per avere un rendimento maggiore dovrò affrontare dei rischi maggiori, in maniera analoga rischiando “poco” dovrò accontentarmi di rendimenti bassi.

Insomma, tutto ha il suo prezzo e nessuno regala nulla!

Un altro concetto sperimentato nel corso dei decenni, almeno sulla borsa americana,  è quello che sebbene i rendimenti futuri associati ad un determinato  investimento sono sempre incerti, il rischio che affronto nella scelta di questo investimento (ad esempio la sua volatilità) può essere “stimato”, in modo da capire quanto potrebbe essere la perdita parziale di un portfolio sulla base della sua composizione.

Sul sito di Vanguard troviamo il backtest fatto su una serie di portafogli nel corso del periodo 1926-2016, un periodo sufficientemente lungo per avere dei dati attendibili.

Ad esempio, per un portfoglio puramente obbligazionario, la “perdita” massima avuta in un anno è stata dell’ 8.1% , di contro , un portfolio estremamente aggressivo (100% azionario) avrebbe nello stesso periodo subito nell’anno peggiore una perdita del 43.1 %.

Tuttavia, un ipotetico investitore che avesse mantenuto i suoi risparmi su tutto il periodo senza mai disinvestire , avrebbe portato a casa rispettivamente il 5.4 ed il 10.2% annuo composto; grazie alla magia degli interessi composti 1000 USD sarebbero diventati oltre 113.000 USD nel primo caso e ben 6.256.673,70 USD nel caso di portfolio puramente azionario.

Chi non risica, non rosica!

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