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La vita è una combinazione di pasta e magia. Federico Fellini

Dell’importanza di avere obbligazioni in portafoglio (o strumenti liquidi) ne abbiamo già discusso in questo Blog.

Il punto è:

quale percentuale considerare di obbligazioni in un portafoglio?

La risposta a questa domanda ovviamente non può essere univoca, in quanto dipende dal profilo di ognuno di noi in termini di obiettivo d’investimento, orizzonte termporale, rischio che possiamo tollerare , etc.

Tuttavia, ho voluto fare una raccolta di alcuni suggerimenti ,che nei decenni sono stati forniti dai riferimenti mondiali della finanza, ad ognuno di noi poi le propri conclusioni.

  1. Ben Graham: il mentore di Warren Buffett nel suo celebre libro “L’investitore intelligente” afferma che la percentuale di azioni da detenere in un portafoglio difensivo non deve essere inferiore al 25% del portafoglio e superiore al 75% dello stesso e la stessa cosa vale per le obbligazioni.
  2. Warren Buffett: ai suoi eredi ha detto di investire 90% in azioni (S&P 500) e 10% in obbligazioni a breve termine.
  3. Peter Bernstein: l’autore del libro “Against the goods” suggerisce quello che definisce il centro di gravità degli investitori ovvero 60% azioni e 40% obbligazioni. Lo stesso Bernstein era giunto alla conclusione che anche un portafoglio 75-25 (con 25% di liquidità), in momenti come questo, ovvero con bassi rendimento obbligazionari, può essere considerato valido.
  4. Jack Bogle: la regola del mitico Jack suggerisce di inserire una percentuale di obbligazioni equivalente alla propria età ed in ogni caso un classico 50-50 può essere ritenuto un ottimo riferimento in base alla sua esperienza.
  5. David Swensen: il gestore del fondo dell’Università di Yale propone uno split 70/30 fra azioni ed obbligazioni.
  6. Harry Markowitz: il premio Nobel per l’economia definì 50/50 una suddivisione ottimale per tutti gli investitori.

Conclusioni:

  • Non esiste un’allocazione delle risorse finanziarie valida per tutti; la scelta è soggettiva ed il suggerimento è quello di scegliere quella più adatta applicando il principio “Eat well, sleep well”: più azioni per mangiare meglio, ma più obbligazioni/liquidità per dormire meglio.
  • In generale, prevale quasi sempre la raccomandazione di Graham, che ovviamente sottoscriviamo: collocarsi nel range 25-75 tanto per le azioni come per le obbligazioni è una scelta saggia, che ha superato la prova del tempo, anche quella della grande depressione del 1929.
  • La vita è fatta di probabilità non di certezze, come dice un mio amico. Puntare tutto da una parte può essere rischioso, soprattutto se non si hanno davanti decenni da attendere per i propri investimenti. Anche investitori “aggressivi” dovrebbero valutare d’inserire nel loro portafoglio una parte di strumenti difensivi.

Buon investimento a tutti.

2 commenti
  1. Max
    Max dice:

    Complimenti Attilio, questo è un articolo veramente chiaro e ben strutturato su un argomento molto importante.
    Purtroppo spesso ci lasciamo influenzare dalle mode e dai trend di mercato, dai rialzi e dai ribassi improvvisi che colpiscono la nostra emotività.
    Un richiamo a vedere con calma e lucidità l’insieme dei nostri investimenti è sempre utile!
    ciao
    Max

    Rispondi
    • Investiresereni
      Investiresereni dice:

      Ti ringrazio Max; infatti volevo indirizzare in maniera molto semplice questo tema che ritenevo anche io di grande utilità per tutti.

      Buon investimento!

      Rispondi

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